Io sto con Balotelli, fuck yea

Mario Balotelli segna un gran gol contro l’Irlanda contribuendo decisamente alla qualificazione della Nazionale di Prandelli ai quarti dell’Europeo. Lo fa con una mezzarovesciata: quello che si direbbe un gol da urlo. Ma dell’urlo non v’è traccia, anzi. L’attaccante rimane immobile, impassibile, prima di agitare la mano destra e abbozzare un’esclamazione non propriamente serena. Il suo compagno di squadra Bonucci, indagato per le note vicende connesse agli esiti pilotati delle partite, gli copre la bocca. Da qui lo scandalo.
Ho ripreso da poco ad ascoltare la radio, in treno e per strada, andando al lavoro. Pendolo ergo radio, direi. Posso dunque ragionevolmente sommare: il sondaggio diretto delle facebook/twitter opinion, gli sfoghi esposti dal pubblico nel suono gracchiante delle Frequenze Medie e le omelie autorevoli dei giornalisti televisivi.
Tutti insieme appassionatamente, tutti concordi: Balotelli ha rotto il cazzo, Balotelli offende la maglia, la Nazione, la bandiera, i miei figli, chi lavora e guadagna poco, chi non lavora e non fa l’amore, chi è meno fortunato di lui, chi è sfortunato come lui ma non stronzo come lui, chi è più bianco di lui, chi è più scarso di lui. Balotelli non ha giustificazioni, non può continuare così, Balotelli deve imparare da Cristiano Ronaldo, Balotelli dovrebbe ringraziare ogni giorno, Balotelli se fosse mio figlio lo prenderei a pedate, Balotelli se fosse italiano.
Da cui cosa dovrei dedurre.
Che Balotelli ha torto?
Che doveva esultare? Correre a braccia aperte come Tardelli, mettersi il pollice in bocca come Totti, fare il cagnolino come Protti,  ballare Eu se te pego come Neymar, sollevarsi la maglia mostrando un versetto della Bibbia come Kakà, fare il cuoricino come Pato, l’aeroplanino come Montella, la mitragliatrice come Batistuta, la linguaccia come Del Piero?
No. Se fossi d’accordo non scriverei un post su queste pagine.
Non sono d’accordo e neanche un po’ sull’esigenza di vedere un sorriso sul volto di Balotelli.
E, rincaro la dose, mi fa incazzare sempre di più il belante gregge dell’Italietta (u)morale.
Ora devo spiegare perché e farlo senza dilungarmi.
Non c’è un solo motivo. Ma una riflessione sovrasta sicuramente tutti i pensieri che questo episodietto sciocco, comunque in agenda, mi ha evocato: SARANNO O NON SARANNO CAZZI SUOI?
Balotelli è in campo per far gol e per farlo fare: non ci è arrivato con del tritolo in vita, ce l’hanno messo perché tutti gli altri fan più cagare di lui. Va in campo e gioca a modo suo: il gesto tecnico del gol, e non solo quello a dire il vero, dimostrano che non fa altro che proporre il suo gioco, e per il suo gioco è stato preso. Non è questo il luogo di ragionare delle mezzepunte e delle punte fuori dalla partita, che poi riemergono miracolosamente sovvertendo gli esiti di un incontro. Fa così. Non fa così. Ma saranno o non saranno cazzi suoi se è felice? Maledetto popolino di merda ma vuoi esser talmente cannibale da pretendere pure il controllo dell’anima di chiunque? Tra l’altro per imporgli cosa? La soddisfazione? La gioia di vivere? L’amore per migliaia e migliaia di cretini fino a prova contraria? Ché la nostra storia più o meno recente è una storia di cretini: inculati a più riprese da Pinco o da Palla, per cui c’è poco da risentirsi.
Insomma. Balotelli non è felice. Non lo è nonostante un gol da urlo. Nonostante sia un figo della madonna è incazzato col mondo, nonostante abbia i soldi se la mena se lo mettono in panchina e si fa buttar fuori quando lo provocano e pure quando non lo provocano.
Per me rimane chiaro che se è felice o non è felice di essere chi è e di popolare sto pianeta sono SACROSANTI CAZZI SUOI. Questo suo ribadirlo, fino al punto di risultare selvaticamente stronzo e autolesionista (non un viscido cavalcaseghe come Cassano), be’, me lo fa apprezzare.
E se il problema è il cattivo esempio che darebbe alle giovani generazioni: non riesco a provar dispiacere nell’immaginare orde feroci di giovani adolescenti eccezionalmente dotati, collocati secondo il merito e per necessità, ma perpetuamente incazzati col mondo, incazzati sul serio, incazzati con questo mondo al punto da non gioire MAI per compiacere e di non farlo con orgoglio e senza reticenza (giù le mani Bonucci, non sono manco tanto pulite).
Sempre meglio immaginar questo di sapere che i giovani adolescenti di oggi scopriranno presto, dopo appena un giorno d’adulti, quanto poco spazio vi sia per loro, endemicamente superflui. E sempre meglio immaginarli Balotelli che arruolati nel coro dei bavosi, patetici, mediocri, frustrati rivendicatori di quel che non si può controllare e mai si dovrebbe esigere: la gioia del cuore altrui.

Un pensiero su “Io sto con Balotelli, fuck yea

  1. Forse Balotelli è veramente anche più intelligente della media. Beh, la media di stupidità mondiale è terribilmente bassa. Anch’io sto con Balotelli!

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