E così due giorni fa s’è conclusa la terza parte del nuovo romanzo. Be’, a parte l’imbarazzo di un paio di scene spinte che non sono abituato a verbalizzare, direi che posso dirmi soddisfatto. La stanchezza è tanta e non saprei dire quanto manchi alla fine. Fatto sta che si va avanti e che il mio lavoro non concede troppe requie nonostante in questo periodo mi costi molto.
Mi piace a volte pensare a chi scrive per diletto. D’altra parte comprendo. Ma non è così per me ed è bene non sia così. Per me è un impegno verso me stesso, verso il mio tempo.
Questa splendida Wake up degli Arcade Fire, nobilitata dalla presenza di David Bowie, apre la terza parte, il 64esimo giorno della storia che sto provando a narrare. Così interrompo il silenzio.