Ero presissimo (e/scatologia democratica)

Ero presissimo dalla lettura di articoli e articoli su Bersani, PD, elezioni del Presidente, quando un ciuffetto di polvere si è mosso sulla mia scrivania generando un’ombra gigantesca. Poi, fuori per la strada qualcuno, credo una signora, ha tossito. Quindi ho riscontrato la presenza di un po’ di pesce tra i denti e per dieci minuti buoni ho provato con la lingua a liberarmene. A quel punto un improvviso prurito sulla coscia sinistra mi ha costretto a sollevare il pantalone della tuta per controllare: niente, solo un brufoletto sotto pelle. Mi sono stiracchiato. Troppo, un po’ di dolore nei nervi, quando un vicino, deve essere quello di sopra, ha finito di cucinare qualcosa al forno: chiaro il “din” dalla sua cucina mi ha raggiunto. Son rimasto qualche secondo così a sentire se c’era dell’altro: e questo mi ha fatto ricordare quando giocavamo a un due tre stella e quel ricordo mi ha fatto ricordare quando arrivava qualcuno proprio sul più bello. Niente, il vicino si muove come un gatto o è morto. Le unghie. Non sopporto averle sporche, controllo. Ecco, lo sapevo, colpa della pipa. Quasi, quasi fumo. Prima mi mangio le unghie. Poi mi accendo la pipa. Quando fumo mi piace guardare una serie tv, mi sembra ottimo. Macbook già acceso, sto per chiudere il browser aperto su Repubblica, Corriere della Sera e tutti gli articoli interessantissimi su Bersani, PD, le elezioni del Presidente. Ma prima apro Facebook. Scrivo due parole su quello che stavo facendo. Fatto. Ora mi guardo qualcosa e accendo la pipa. Buonanotte.

scat

Disagenda #elettorale

Certo, c’è da votare. Chi? Cosa.
Ho come sempre la sensazione di non pesare granché.

(Per questo mangio così tante schifezze.)
Provo a riformulare.

Certo, c’è da votare il PD. Perché?
Ecco, addirittura una domanda peggiore.

(Inutile, resto magro).
Provo a non dormire.


 

Io alle primarie non voto

Mi si dice.
Voi GIOVANI dovete votare alle primarie del centro-sinistra perché potete riappropriarvi del Paese. (O era dovete. Va be’.)
Sorvolo sul VOI GIOVANI, che nel contesto risuonava paterno e affettuoso (ma, dannazione, ho 35 anni e li porto malissimo con orgoglio: devo mostrare a tutti le pomate che porto in borsa?)
Il nesso tra le Primarie e il riappropriarsi del Paese, forse sono ottuso, ma non lo vedo.

Mi si precisa.
Ma tifi per il centro sinistra, no?

Possiamo dire con indubbia certezza che la mia riflessione sulle cose è compatibile a grandi linee con i valori riconosciuti convenzionalmente di sinistra (anche se a volte me li ritrovo tra le palle così contorti e distorti che la meritocrazia più sfrenata, bravo-vivi/sega-muori, si rivela sorprendentemente affascinante).
Dunque se siamo nel bipolarismo (stupendo, uno schieramento delle fazioni politiche che adduce non mediato richiamo a una grave psicopatologia), devo dire solo A o B ( per cui “Ti metti con me Sì o No” come nella vita reale non come nei telefilm, dove hanno aggiunto un “forse” grazie alla dittatura democristiana, e comunque era “No”, capito?, “No e sparisci”).

E allora va beeeeene! Dico centro-sinistra, ok, lo dico, lo ammetto, va beeene, tifo per quei cinque segoni, anzi per quello che prevarrà tra i cinque segoni che l’altra sera giocavano al telequiz su SKY senza vallette, senza premi, senza domande stronze e senza  risposte esatte ma soprattutto alimentando la suspence di un documentario sui lemming dal titolo “Alla fine muoiono tutti”. Perchè a me l’ha insegnato Disney a 10 anni che i lemming a un certo punto impazziscono e si gettano di sotto in massa correndo all’impazzata. Grazie Zio Walt.

Ma poi mi si dice anche che Gaber avrebbe detto ma va be’, e che tanto le banche reggono e la rivoluzione gli italiani la fanno corca’. 
Per cui l’UNICO MODO è partecipare, votare alle primarie, parlare nei comitati…

EEEEEEEEEEEEH??? L’unico modo per fare coooooosaaaaa?
Are you kidding meeeeee??? (Oh. Ora posso rilassarmi, ho scritto l’intero post per inserire questa frase in inglese).
Questa è un po’ aberrazione di Veltroni che per essere alternativo alla merda mi diceva: devi esser per forza cacca (senza offesa per nessuno, puro gioco di parole, potevo dire anche ciccia e carne).

Allora.

Restando nel gioco di parole, io non voglio essere nè cacca e nè merda,

posso partecipare

parlando con le persone, rispettando le regole, educando mia figlia, non buttando le carte a terra ed esortando a non farlo, chiedendo il permesso per fumare anche all’aria aperta,

posso scambiare opinioni, difenderle, discutere con chi conosco (chi?) e chi non conosco (chi?), borbottare, ruttare o cantare (cosa?),

posso ammalarmi di emorroidi per cambiare le cose in un posto servile e appecorato e fallire (nel cambiamento non nell’ammalarmi di emorroidi),

posso ingoiare e zitto per avere un lavoro, imparare un mestiere e farlo con rispetto per i colleghi e volontà di servizio,
posso avere un’etica del lavoro,

posso fare del mio meglio sempre e comunque e posso esser leale,

posso metterci la faccia se qualcosa non va, posso dire in faccia che qualcosa non va,
posso pregare a volte, posso bestemmiare pure,

posso fare la spesa al supermercato, raccogliendo punti e agognando sconti, ingrassare le multinazionali per risparmiare due euro, posso lottare a morte con i vecchi – allenatissimi – che abitano nei supermercati,

posso andare sotto casa al verduraio e non odiarlo perchè la sua roba costa il triplo e ha la muffa ma è biologica ma io “sa, la vorrei per fare la pappa a una bambina di pochi mesi” e lui  “Certo ecco a lei”, oppure posso odiarlo e augurargli di fallire il prima possibile e tornare per sempre al supermercato,

posso guardare il calcio e parlarne con gli amici, posso amare Zeman e dire che Zeman è uno stronzo (in fin dei conti sono quelli che ti fanno perder la testa…),

posso imparare, posso stare zitto,
posso che ne so passare due anni a scrivere un romanzo, vero? (Non venduto come quello di Veltroni).
E altri due anni a scriverne un altro? (Non brutto come qualsiasi cosa pensi, dica, sogni Veltroni).

Oddio basta.
Posso fare talmente tante cose per partecipare, per riappropriarmi del Paese…

Ehi. Fermo un po’.
Riappropriarmi del Paese?
Ma in fondo… Io voglio proprio riappropriarmi del Paese?
Primo: riappropriarmi suppone che io l’abbia avuto una volta e GIURO NO. Non è mai capitato. Seghe, canne, qualche bugia e poche docce. Ma il Paese non l’ho mai avuto.
Secondo: ma… Chi lo vuole un Paese? E poi… Questo Paese?

Scc.

La cosa merita qualche secondo di silenzio.

Un altro. Era proprio pesante.

Da cui.
Per me il PD e i compagnucci di merende possono darsi foco a turno per brillare nella notte, ci sta che mi levi il cappuccio scambiandoli per un’asteroide. Compreso Vendola, un asteroide per cui avrei più affetto, ma molto scivoloso visto quanto suda.

Io partecipo. Alla mia vita e alle vite di chi incontro. Non mi riapproprierò di una mazza ed evidentemente non vincerò mai un cazzo, ma così è.

E in fin dei conti i veri problemi sono altri.

Buon primo Maggio, comunque

C’è poco da fare. Un altro primo Maggio, il trentacinquesimo. E alla fine della giornata il senso delle cose è cambiato ancora ma è cambiato a prescindere. Dal primo Maggio, quello che a Bari sembrava inevitabile “guardare il concerto in tv”, al primo Maggio, quello che “ci vado senza pagare il biglietto e dormo sul portapacchi”, passando per il primo Maggio “organizzo il pullman e ci alziamo su qualche soldo”, al primo Maggio qui in Toscana “che qua lo sentiamo davvero”. Quest’ultimo nell’ordine sembrerebbe il più autentico primo del primi, nella terra dove ancora esser presenti in piazza, e averlo fatto tante volte senza aver bisogno di uno show, ha un valore, sa di Storia. Sembra più vero. E sono convinto che lo sia. Lo leggi nelle facce soprattutto della gente più anziana e di chi da anni sta difendendo la dignità di una produzione destinata altrove o altrimenti (vedi Ansaldo Breda).

Ma siccome sono fatto male non posso che vedere le cose storte. E la cosa più storta qui a Pistoia, per  limitare al massimo l’approssimazione geografica del discorso, la cosa più storta è che qui a Pistoia ci sono tantissimi soldi. Lo sanno tutti, lo dicono tutti, e in un certo senso, lo vedono tutti. Non è un male, porca miseria: c’è gente che s’è spaccata la schiena per arrivare ad avere quello che ha. Però. Sono fatto male, lo ripeto: e quando so che c’è tantissimi soldi e che il prossimo Sindaco sarà eletto con un plebiscito a Sinistra (leggi PD-Bertinelli-dopo-la-diaspora-dei-qualunquementi-clandestini), mi chiedo se in effetti contestare Monti per le tasse ecc., non sia pretestuoso. Impugnare bandiere e cantare inni travestiti da Quarto Stato risulta un po’ forzatamente old fashion. Mi piacerebbe capire qualcosa di più di questa tradizione sinistrorsa toscana: mi piacerebbe domandare in quanti sono disposti a ridurre gli affitti a prezzi ragionevoli, a sostenere l’agricoltura biologica senza sovraccaricarla di prezzi deliranti, a unirsi agli operai che perderanno tutto nello sciopero e nella rinuncia a un pezzo del proprio, a una parte di quei tantissimi soldi che, sgombriamo ogni dubbio, non appartengono a tantissime persone. Quanti sarebbero pronti a dire: io non sto con i padroni, io li combatto i padroni perché nulla è dell’individuo se non produce ricchezza condivisa.
Boh, certo, dò lezioni io che ho fatto due pullman per Roma più di dieci anni fa, per guadagnarci cinquantamila lire. Il fatto è che quando abiti quattro mesi con tua figlia neonata nell’appartamento in fitto di uno dei notabili locali, che si busca un fottìo di soldi per farmi sperimentare infiltrazioni dal tetto, scarafaggi e via dicendo… Ti gira il cazzo. E se vai al fruttivendolo della roba buona, immaginando di pagar qualcosa in più, ma ti chiede per 6 pomodori, 1 melanzana e 1 cesto di insalata mignon 7,5 euro… Ti gira il cazzo. Certo le soluzioni ci sono: ora sono in affitto da padroni di casa assolutamente per bene  e a un prezzo ragionevole. E posso sempre andare a fare la spesa da un altro negozio. Però, via, non credo sia semplicemente un caso. E questo discorso sarà pure un po’ idiota ma qualcosa sotto sotto forse l’ho intuita. Buon primo Maggio, comunque.