Back to the Habitus

Sono a Firenze. In quella che è la mia realtà oramai da sei anni. La casetta no, è un affitto recente e si conferma accogliente.
L’Epifania mi ha restituito il calcio, la Roma ha vinto, Ranieri però è ancora lì purtroppo.
Ancora ho qualche giorno di ferie da fare, per fortuna. Non ho molta voglia di tornare al lavoro: gli ultimi mesi sono stati davvero faticosi nella testa e non solo.
Ho finito di leggere Habitus di James Flint: che dire, probabilmente prolisso, in certe fasi accusa cadute di ritmo verticali; eppure è un gran romanzo, per quello che pertiene agli intenti ambiziosi si stacca dalla medietà di molta narrativa sci-fi; la materia può darsi che a tratti sfugga dalle mani dell’autore, ma la sensazione è che avvenga come risposta al desiderio di non compiacersi nell’azione sic et simpliciter – nonostante l’ottima caratterizzazione dei personaggi, bensì di investigare il più possibile nei temi solcati dalle linee della diegesi. La creazione, la natura dell’uomo, la sua relazione con l’universo: senza il timore di cadere nel ridicolo dinanzi alle domande irrisolte, alternando prospettive sempre più definite, forse non riuscendo però a variare nello stile (cosa che avrebbe evitato alcuni appiattimenti del ritmo).
Comunque una lettura imperdibile per gli appassionati di fantascienza che sarà apprezzata anche dai più esigenti appassionati di contemporanea, in vendita a metà prezzo su IBS.

Ci si saluta, oggi, con questo pezzo di forse tardivo buon auspicio.

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