Rigurgiti dinamici di sopravvivenza

Domani si torna in ufficio. Ho staccato il 28 dicembre dopo un anno vissuto con soli 13 giorni di ferie.
Il 2010 è stato difficile da digerire. Mesi tristi, molti; soddisfazioni rade e poco significative tranne una che però… E’ ancora presto.
C’è da tornare a guardare avanti con fiducia: questa sarà l’impresa di questo futuro prossimo.
Molto aiuta lo sguardo nuovamente sognante e il sorriso vero di mia moglie. Spero che possa brillare a lungo.
Le giornate davanti saranno una coazione a ripetere di un gesto che dall’elementari ricordo costante e pertinente: scansare le merde, evitare che le mosche mi confondano con gli stronzi. E guardarmi allo specchio senza timore sarà una conseguenza naturale.
Posso aspettarmi qualcosa? Miseria ladra. Da quando mi posso ritenere un adulto, da quando forse ho smesso di studiare, da quando sono a Firenze e ancor più precisamente da quando faccio il precario a tempo indeterminato là dove sono tuttora (era il 30 agosto del 2004), questa è la cosa che in continuazione mi si è riproposta. Rinunciare a una speranza dietro l’altra, ponendomi obiettivi sempre minori.

Non sembri troppo triste: è semplicemente una costatazione di come ci si ritrovi costretti a modellare il futuro con uno sguardo sempre più accorto al prossimo passo. Perchè le merde non sono più quelle di via Paolo Lembo, per raggiungere il plesso piccolo della San Filippo Neri: quelle consuete, arrotondate, semplici merde potevo saltarle sulla punta dei piedi, farmi beffe di loro, fingere fino all’ultimo di non averle viste. Quelle di oggi sono diverse, sanno inseguire, prendere, mordere.
E così, accorciando il futuro, dall’anno al mese, dal mese alla settimana e dalla settimana al giorno e all’ora, ci si ritrova probabilmente più stabili, più forti, più resistenti. Il problema è che l’esistenza della roccia, quella cui tendo/tendiamo, non può realizzare le prospettive del disegno uomo.
Con questo voglio però dire anche: non sarà semplice fermarmi. Alcuni lenti movimenti, impercettibili agitazioni, rigurgiti dinamici, sopravvivono. E sono io in ognuno di essi.

Il video è un unofficial release dei Bloc Party, Compliments.

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