Un intervista da ex alumno

Oramai sette anni fa, decisi di lasciar Bari per frequentare un Master in quel di Firenze: era il Master in Multimedia Content Design, percorso di formazione che posso tranquillamente dire ha aperto una nuova fase della mia vita.

Ricordo molto bene il colloquio nei primi giorni di dicembre del 2003, la comunicazione di esser stato ammesso giunse il giorno della vigilia di Natale mentre camminavo in via Paolo Lembo diretto a Storie del Vecchio Sud, dove amici e musici preparavano un dì di festa a quel punto per me unico. Ai confidenti che incontrai accennai velocemente il prossimo cambiamento a venire, solo una settimana per organizzare la migrazione in Toscana. Poi la ricerca della casa, confidando nei risparmi accumulati nei due anni baresi, l’aiuto dell’amica Dania che mi permise un affitto tollerabile, premessa felice dei mesi successivi. Quindi la partenza, senza troppe celebrazioni, per qualcuno sono semplicemente sparito di colpo, mi è dispiaciuto, ma non era semplice prevedere cosa sarebbe accaduto: decisi di tirare le fila, come Murakami mi aveva suggerito in Dance Dance Dance.

Il Master fu un’esperienza decisamente importante: frequentai indubbiamente senza rinunciare al mio spirito critico e alla mia, non sempre gradevole, verve polemica. Sei mesi intensi, ogni giorno a contatto con una trentina di colleghi, qualcuno rimasto amico, i più persi negli anni successivi. La serietà del corso in quel momento mi sembrava nella quantità di certo assicurata, meno convinto ero della qualità dell’impostazione, a volte troppo tecnica. Eppure, a posteriori, mi son reso conto di quanto il MMCD sia un percorso ricco soprattutto di stimoli e aperture, un investimento umano ben contestualizzato e motivato, entro cui è necessario ricavare una propria prospettiva per valorizzarne le potenzialità e i differenti approcci che vi convergono.

Con lo stage si è aperta un’ulteriore parentesi, tuttora in corso. Arrivai all’Indire, ora Ansas, dove lavoro dal 2004. Son tornato a Bari sporadicamente, spesso riservando il tempo alla mia famiglia, non è stato semplice, molte le persone che ho mantenuto nel cuore e ho finalmente recuperato grazie a Facebook, alla faccia di chi sparla dei social network.

Oggi il MMCD ha voluto proporre un’intervista a cui ho risposto spero degnamente. Ringrazio ancora una volta chi mi ha accompagnato in quei mesi, chi mi ha insegnato e chi mi è stato vicino.

Leggi l’intervista

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