Ciao Lucio

I palazzi della zona residenziale si aprivano e chiudevano repentinamente, oltre i marciapiedi stretti. Un’automobile segnalò il passaggio nella corsia opposta con un colpo di fari abbaglianti: le rimase impresso sulla retina prima di svanire, ricordo mal speso.

Si può volare oltre le nuvole
ma sempre in alto tu vedrai

«È Lucio Dalla. Bello, eh?»
La mano grossa dello Zio accarezzava l’aria disegnando il dorso di un gatto grassoccio. Salvatore sedeva accanto all’uomo, stretto in un completo gessato. La camicia, nel buio dell’automobile, non sembrava essere bianca.
«Sì, bel pezzo.»
«Vincenzo, abbassa un attimo il volume.»
L’uomo a fianco del guidatore non si fece pregare e strozzò la dissolvenza in chiusura.

(Da Il mare di spalle)

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