Io alle primarie non voto

Mi si dice.
Voi GIOVANI dovete votare alle primarie del centro-sinistra perché potete riappropriarvi del Paese. (O era dovete. Va be’.)
Sorvolo sul VOI GIOVANI, che nel contesto risuonava paterno e affettuoso (ma, dannazione, ho 35 anni e li porto malissimo con orgoglio: devo mostrare a tutti le pomate che porto in borsa?)
Il nesso tra le Primarie e il riappropriarsi del Paese, forse sono ottuso, ma non lo vedo.

Mi si precisa.
Ma tifi per il centro sinistra, no?

Possiamo dire con indubbia certezza che la mia riflessione sulle cose è compatibile a grandi linee con i valori riconosciuti convenzionalmente di sinistra (anche se a volte me li ritrovo tra le palle così contorti e distorti che la meritocrazia più sfrenata, bravo-vivi/sega-muori, si rivela sorprendentemente affascinante).
Dunque se siamo nel bipolarismo (stupendo, uno schieramento delle fazioni politiche che adduce non mediato richiamo a una grave psicopatologia), devo dire solo A o B ( per cui “Ti metti con me Sì o No” come nella vita reale non come nei telefilm, dove hanno aggiunto un “forse” grazie alla dittatura democristiana, e comunque era “No”, capito?, “No e sparisci”).

E allora va beeeeene! Dico centro-sinistra, ok, lo dico, lo ammetto, va beeene, tifo per quei cinque segoni, anzi per quello che prevarrà tra i cinque segoni che l’altra sera giocavano al telequiz su SKY senza vallette, senza premi, senza domande stronze e senza  risposte esatte ma soprattutto alimentando la suspence di un documentario sui lemming dal titolo “Alla fine muoiono tutti”. Perchè a me l’ha insegnato Disney a 10 anni che i lemming a un certo punto impazziscono e si gettano di sotto in massa correndo all’impazzata. Grazie Zio Walt.

Ma poi mi si dice anche che Gaber avrebbe detto ma va be’, e che tanto le banche reggono e la rivoluzione gli italiani la fanno corca’. 
Per cui l’UNICO MODO è partecipare, votare alle primarie, parlare nei comitati…

EEEEEEEEEEEEH??? L’unico modo per fare coooooosaaaaa?
Are you kidding meeeeee??? (Oh. Ora posso rilassarmi, ho scritto l’intero post per inserire questa frase in inglese).
Questa è un po’ aberrazione di Veltroni che per essere alternativo alla merda mi diceva: devi esser per forza cacca (senza offesa per nessuno, puro gioco di parole, potevo dire anche ciccia e carne).

Allora.

Restando nel gioco di parole, io non voglio essere nè cacca e nè merda,

posso partecipare

parlando con le persone, rispettando le regole, educando mia figlia, non buttando le carte a terra ed esortando a non farlo, chiedendo il permesso per fumare anche all’aria aperta,

posso scambiare opinioni, difenderle, discutere con chi conosco (chi?) e chi non conosco (chi?), borbottare, ruttare o cantare (cosa?),

posso ammalarmi di emorroidi per cambiare le cose in un posto servile e appecorato e fallire (nel cambiamento non nell’ammalarmi di emorroidi),

posso ingoiare e zitto per avere un lavoro, imparare un mestiere e farlo con rispetto per i colleghi e volontà di servizio,
posso avere un’etica del lavoro,

posso fare del mio meglio sempre e comunque e posso esser leale,

posso metterci la faccia se qualcosa non va, posso dire in faccia che qualcosa non va,
posso pregare a volte, posso bestemmiare pure,

posso fare la spesa al supermercato, raccogliendo punti e agognando sconti, ingrassare le multinazionali per risparmiare due euro, posso lottare a morte con i vecchi – allenatissimi – che abitano nei supermercati,

posso andare sotto casa al verduraio e non odiarlo perchè la sua roba costa il triplo e ha la muffa ma è biologica ma io “sa, la vorrei per fare la pappa a una bambina di pochi mesi” e lui  “Certo ecco a lei”, oppure posso odiarlo e augurargli di fallire il prima possibile e tornare per sempre al supermercato,

posso guardare il calcio e parlarne con gli amici, posso amare Zeman e dire che Zeman è uno stronzo (in fin dei conti sono quelli che ti fanno perder la testa…),

posso imparare, posso stare zitto,
posso che ne so passare due anni a scrivere un romanzo, vero? (Non venduto come quello di Veltroni).
E altri due anni a scriverne un altro? (Non brutto come qualsiasi cosa pensi, dica, sogni Veltroni).

Oddio basta.
Posso fare talmente tante cose per partecipare, per riappropriarmi del Paese…

Ehi. Fermo un po’.
Riappropriarmi del Paese?
Ma in fondo… Io voglio proprio riappropriarmi del Paese?
Primo: riappropriarmi suppone che io l’abbia avuto una volta e GIURO NO. Non è mai capitato. Seghe, canne, qualche bugia e poche docce. Ma il Paese non l’ho mai avuto.
Secondo: ma… Chi lo vuole un Paese? E poi… Questo Paese?

Scc.

La cosa merita qualche secondo di silenzio.

Un altro. Era proprio pesante.

Da cui.
Per me il PD e i compagnucci di merende possono darsi foco a turno per brillare nella notte, ci sta che mi levi il cappuccio scambiandoli per un’asteroide. Compreso Vendola, un asteroide per cui avrei più affetto, ma molto scivoloso visto quanto suda.

Io partecipo. Alla mia vita e alle vite di chi incontro. Non mi riapproprierò di una mazza ed evidentemente non vincerò mai un cazzo, ma così è.

E in fin dei conti i veri problemi sono altri.

Annunci

One thought on “Io alle primarie non voto

  1. Interessante. Da Wikipedia sui Lemming.

    “È nozione comune che i lemming commettano un suicidio di massa durante le migrazioni, ma questa opinione popolare non ha supporti scientifici. I lemming migrano spesso in gruppi numerosi, e di conseguenza molti di loro periscono per cause accidentali oppure per la pressione degli altri individui che può causarne la caduta in corsi d’acqua, dirupi, ecc. Il mito del suicidio di massa dei lemming sembra sia stato iniziato, in particolare, da un “documentario” del 1958 della Disney intitolato White Wilderness, che include varie scene di lemming che sembrano buttarsi da un’alta scogliera; scene tuttavia che sono state costruite ad arte in Manitoba [4]. Ancora antecedente è una storia, sempre della Disney e ideata da Carl Barks, intitolata in italiano Il lemming con il ciondolo e imperniata appunto sul mitico suicidio di massa dei lemmings. La storia fu pubblicata tra marzo e maggio del 1955.
    Anche Primo Levi si basò su questo mito per scrivere il racconto Verso occidente, contenuto nella raccolta Vizio di forma del 1971.
    A causa della loro associazione con questo bizzarro comportamento, il suicidio dei lemming è una metafora assai usata per riferirsi a persone che seguono acriticamente l’opinione più diffusa, con conseguenze pericolose o addirittura fatali. Questo è anche il tema del videogioco Lemmings, dove il giocatore istruisce le creature sotto il suo controllo affinché eseguano compiti a volte anche autodistruttivi, finché non riescono ad uscire dallo schema del gioco o soccombono.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...