L’anno che verrà

Domani non avrò tempo di scrivere nulla per questo anno che verrà. Di certo sarà un anno decisivo per il lavoro: tre concorsi da fare, uno stipendio da salvare per me e per mia moglie e tante altre cose che non voglio e non posso dire. Ci sarà Evelina a continuare la scoperta del mondo: e per lei mi auguro che il mondo migliori almeno un po’. Spero che l’anno nuovo porti serenità ai miei genitori e ai miei fratelli, a mio cognato e ai miei nipoti, a mia suocera. Pace.
Ci saranno le elezioni, per il Paese mi auguro che si torni al pudore, al contegno, alla sobrietà e si cominci a lavorare con l’idea di una costruzione comune, solidale. Non ci credo ma poco importa.

L’anno che verrà sarà il primo anno dal 1943 in cui al 4 Marzo non ci sarà Lucio Dalla a compiere gli anni. L’anno che verrà sarà un anno ancora in cui pensare, nonostante la velocità del mondo, al benessere dei miei amici lontani. Continuerò a scrivere senza aspettarmi nulla, continuerò a fumare la pipa e tiferò Roma, un anno in più con Francesco Totti. L’anno che verrà sarà in fin dei conti semplicemente un giorno avanti all’ultimo giorno di quest’anno e so bene che non è così importante pensare all’anno che verrà. Ma in fin dei conti è un modo per guardarsi in faccia e dire, e cito: chi c’è c’è, chi non c’è dovrebbe esserci.

Un pensiero a tutti i genitori che per guerra, malattia, violenze, dipendenze o casualità hanno perso in questo 2012 un figlio: ora che sono papà posso intuire il valore radicale di una vita, la mia vita per mia figlia finché potrò starle vicino e proteggerla, la vita di mia figlia per me, che è libertà e potenza infinita.

Buon anno ai nuovi nati, agli ultimi nati, agli ammalati: forza vi porti ogni risveglio. Buon anno alle bestie senza coscienza: che il cielo vi permetta semplicemente di dormire per sempre. Buon anno a chi è pazzo, perché possa trovar la forza di non recar dolore e conciliarsi con qualsiasi disperazione. Buon anno agli artisti, che possano dimenticarsi di se stessi e amare chiunque essi non siano, per donare cose belle. Buon anno agli idioti, che possano stare insieme, dirsi cazzate e crederci ma non gestire nulla della cosa comune. Buon anno ai raccomandati, ai figli di qualcuno, ai leccaculo, agli avidi e agli spietati: non c’è che da attendere il momento in cui uno di voi incontri e schiacci un altro di voi. Quel momento arriva, prima o poi. Buon anno a chi gode della tristezza altrui, a chi non sopporta la gioia altrui, per il vostro cuore l’anno che verrà potrà fare poco, ma gli anni passati potranno pesare al punto da privarvi della forza di far male. Buon anno ai deboli, ai vigliacchi, ai reticenti, agli ingenui coinvolti, ai perseguitati, ai condannati: vi auguro una nuova scelta o solo un momento di sole per farvi sperare. Buon anno agli innamorati, non c’è anno semplice per chi decide di stare insieme, ma un anno meno difficile, quello sì, può capitare. Buon anno a chi crede in qualcosa, a chi si impegna, a chi ce la mette tutta: sarà un altro anno in cui darete esempi di virtù e sarà un altro anno di possibili incontri che vi ripaghino di soddisfazione.
Buon anno, insomma. Vado a letto e son sicuro che comunque avrò dimenticato qualcuno di cui, però, non dovrò preoccuparmi. Che un anno che verrà è solo un giorno in più dopo l’anno che finisce, è solo una canzone.

 

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