Dal terzo episodio di Lucky Louie, il monologo sulle porte di Rick Shapiro è una poesia sull’amicizia, sul design e sui social network, why not.

Per entrare nella situazione.
La moglie di Louie ha subito un’aggressione. Le han rubato le chiavi di casa e il manutentore per cambiargli la serratura ha portato via la porta d’ingresso. Rick Shapiro interpreta Jerry, un vicino di Louie, perdigiorno fulminato con un passato da alcoolista e la passione per le oldies lady.

Di seguito la traduzione, grazie ai subs di Subsfactory.

Hey, è bello che l’abbiate tolta. L’ho sempre odiata.
Le porte, sai, tutte queste porte…
Le porte sono una ostruzione alla verità, sai?
E’ come se venendo a vedere te mi ritrovassi a vedere la tua energia. 
Con i miei occhi, non voglio vedere del legno.
Voglio vedere te.
I miei occhi, te!
I tuoi occhi, i miei!
Tu siedi al tuo tavolo
e ti siedi, e dici:
“Ho una famiglia, ho spaghetti cinesi inscatolati, cereali inscatolati.”
Tutto è in una scatola, non lo sai di aver bisogno di una sorpresa.
Hai bisogno che la mia energia ti arrivi.
La tua energia che vede me, è come la vita. Tu vivi la tua vita.
Altrimenti è solo una valutazione della tua amicizia.
Una merdosissima valutazione.
Diventi tipo: ”Oh, un pochino, forse dovrei farlo entrare. Non saprei… cosa ne penso di lui?”
Capito?
Ma se io arrivo ed entro… Entro, tu mi vedi, è una visione di energia, viene scambiata avanti e indietro, è una spinta, una spinta d’energia.
Le porte bloccano la fiducia della vita.
Lo so, amico, lo so. Sono le porte.
Le porte sono una stronzata. 
Sono le porte.

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