Remix It Yourself, Vito Campanelli

In pochi passaggi l’idea virus si diffonde ai quattro angoli di un pianeta ormai interconnesso, ma l’idea non nasce dal nulla, si tratta bensì della rivitalizzazione di un simbolo impresso nella propria memoria culturale che viene riattivato con una nuova polarizzazione, e reso conforme allo stile e alle modalità comunicative del contemporaneo.
In tale quadro, il ruolo del Web è quello di custodire e rappresentare la memoria culturale sedimentatasi nei secoli, un Bilderatlas globale in continua riconfigurazione, ma – allo stesso tempo – il Web è anche il luogo privilegiato delle pratiche imitative che costituiscono il paradigma compositivo della contemporaneità e, sempre più, diventa il fulcro attorno al quale ruotano le esperienze estetiche di individui che trascorrono gran parte delle proprie giornate davanti allo schermo.

Vito Campanelli, Remix It Yourself, CLUEB, Bologna, p. 41

Mi prendo una pausa dallo studio di Bourdieu e mi ritrovo su queste pagine. L’eco dell’habitus e del campo, delle posizioni e delle disposizioni, dei capitali e del tempo, mi sorprende e mi allieta: ancora una volta i libri che studio si parlano.

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