Il nostro compito è imparare a costruire stanze più intelligenti, cioè imparare a costruire reti che rendano noi più intelligenti; soprattutto perché, se fatte male, le reti possono renderci penosamente più stupidi.

David Weinberger ne La stanza intelligente
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Anziché qualcosa di completo, perfetto, definito, un insieme ben organizzato di parti unite dall’impressione di una forma compiuta, la nostra identità è qualcosa in movimento, mutevole e discreto, e soprattutto in continua fase di cominciamento, piuttosto che conclusiva.

Andrew Keen in Vertigine Digitale così cita John Dewey.

Generation Why? by Zadie Smith

Sogno un web che si rivolge a una persona che non esiste più. Una persona privata, una persona che è un mistero, rispetto al mondo e – ancor più importante – rispetto a se stessa. Individui come mistero: questo concetto della personalità sta cambiando, anzi forse è già cambiato.

Generation Why? by Zadie Smith

Se volete che parliamo con voi, diteci qualcosa. E che sia qualcosa di interessante, tanto per cambiare.

Cluetrain manifesto, tesi #75

La chiave dello sviluppo di Internet non è la creazione di uno spazio commerciale, quanto la costruzione di uno spazio sociale di comunicazione interpersonale, che può essere utilizzato per alcune applicazioni di carattere economico, ma non si può esaurire in questo, non può essere totalmente commercializzato.

Manuel Castells ne La città delle reti

Liking Is for Cowards. Go for What Hurts.

Un articolo di Jonathan Franzen sul New York Times. A proposito del mipiacismo applicato made in Facebook.

Liking Is for Cowards. Go for What Hurts.

La logica della rete richiede una costante ottimizzazione tramite la connessione e la disconnessione delle risorse a seconda delle esigenze. L’unico limite sta nel mantenimento stabile della rete. Ciò significa che è difficile realizzare tutto questo senza allo stesso tempo rimpiazzare l’etica con una filosofia della sopravvivenza.

Pekka Himanen, Etica Hacker