Vilem Flusser, Valeria Pinto, Byung-Chul Han, Bifo…

Sto leggendo e studiando, integrando letture e studio nel mio nuovo lavoro (dall’assunzione come Ricercatore, dopo dieci anni di lavoro nella comunicazione istituzionale, sto transitando verso la ricerca educativa, in particolare con un impegno nella formazione, nello sviluppo di social network e comunità di pratica).
La fatica di questo impegno è tenere insieme tutti i pezzi. Avrei bisogno di due cervelli, mi vien da dire. E invece ho la sensazione di avere un nodo al cervello e di non ricordare perché.
Nella dispersione tuttavia riesce comunque a farsi strada la convinzione di aver selezionato una bibliografia parlante: autori che conversano tra loro in modo sorprendente, instillandomi una riflessione spaventosa quanto affascinante nelle relazioni e nelle inferenze che mi suggerisce.

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Da "Il sapere, il mercante, il guerriero", di Franco Berardi (Bifo)

Link: Google Books, La cultura dei media di Vilèm Flusser

Da cui ho letto il saggio Il politico nell’epoca delle immagini tecniche

Link: Google Books, La cultura dei media di Vilèm Flusser

Nell’ideale della polis greca la coscienza politica nasce dalla tensione dialettica tra lo spazio privato e lo spazio pubblico: il cittadino si reca nello spazio pubblico (agorà) per informarsi, torna nella propria abitazione (òikoi) – per rielaborare le informazioni acquisite, va nello spazio pubblico per pubblicare le informazioni così rielaborate.

Flusser, osservando il panorama scaturito dalla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, scrive che la rivoluzione della comunicazione che permette di elaborare immagini, messaggi, informazioni in uno spazio privato e permette di trasmetterli direttamente ad altri spazi privati senza che uno spazio pubblico sia più necessario, è chiaramente una rivoluzione anti-politica.

Vito Campanelli in Infowar cita lo straordinario Vilem Flusser de La cultura dei media – Il politico nell’epoca delle immagini tecniche
(Si perdoni qualche imperfezione nella citazione del testo, faccio riferimento ai miei appunti, ma non dubito della fedeltà all’originale che comunque invito a leggere.)